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Esecrazione per gli orrendi crimini     

Il Circolo Culturale Guglielmo Ghislandi esprime la propria esecrazione per le crudeltà e i crimini perpetrati in Europa, Libia e varie aree del Medioriente dai fanatici boia incappucciati che tentano di accreditarsi come intransigenti interpreti dei precetti coranici, da essi deformati e strumentalizzati per meri fini di potere.

La storia ci ha insegnato a riconoscere sotto le verità spacciate come assolute, imposte col sangue e la prevaricazione, i propositi inconfessabili di chi strumentalizza la sofferenza e la disperazione degli oppressi e dei diseredati per sostituire ad assetti economico-sociali e politici ingiusti altri ancor più oppressivi e ingiusti.

Ma, evidentemente, ciò non è vero per tutti.

Le truci immagini di decapitazioni e altre macabre esecuzioni sommarie  di prigionieri fanno il paio con le immani distruzioni provocate dai bombardamenti indiscriminati di città e villaggi attuati negli scorsi decenni dalle potenze occidentali in Iraq per imporre le “ragioni” del loro dominio.

Esse ci inorridiscono anche per le devastanti ricadute sull’immaginario individuale e collettivo dell’umanità, suscitando assuefazione alla crudeltà o, per converso, risentimenti e desiderio di vendetta, presupposti di nuove guerre e nuove stragi di civili.

La barbarie terroristica è figlia della barbarie guerrafondaia.

E’ bene non dimenticare quanto essa sia il cascame delle guerre preventive, delle “bombe intelligenti”, delle false “pistole fumanti” ordite per destabilizzare una dopo l’altra tutte le aree del Medioriente, delle armi fornite ai talebani in funzione antisovietica, delle vergognose torture praticate nel carcere di Abu Graib, dell’uso di armi vietate dalle convenzioni internazionali come le bombe a grappolo e le bombe al fosforo scaricate sulla citta di Falluja, del sostegno finanziario e in armi ai ribelli dell’ISIS per abbattere il regime siriano, della destabilizzazione scriteriata dell’Ucraina.

Il mondo è inquieto; necessita di un’inversione di rotta.

Nessuno ha le soluzioni in tasca, ma finora l’unica voce autorevole a levarsi per contrastare la pericolosa china del riarmo e delle soluzioni militari è stata quella del Pontefice Francesco I° e sentiamo di dovergliene essere grati.

Avvertiamo però l’assenza della Politica.

Dove sono l’Internazionale Socialista che un tempo non mancava di far sentire il proprio peso nelle situazioni di crisi? Dov’è e che fa il Partito socialista europeo?

Al feticismo del kalasnikov non può rispondersi con il feticismo dell’onnipotenza di chi crede di potersela cavare ricorrendo sempre e solo alla semplice superiorità militare e alla convinzione di potersi affidare ad armi utramoderne.

Afganistan, Iraq e tante altre aree di crisi stanno a dimostrarlo.

L’opzione migliore contro il terrorismo e i venti di guerra è la riaffermazione del dialogo, dei valori umanitari, democratici e di liberazione umana, la parte migliore e più caratteristica della cultura europea, senza che ciò significhi sottovalutare i pericoli e comporti la rinuncia unilaterale alla necessaria vigilanza.

Breno (BS), 26 febbraio  2015

Esecrazione per gli orrendi crimini

 

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