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Archivio articoli per la categoria Valle Camonica.

Presentazione “La forgiatura in Valle Camonica” a Cividate Camuno

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Quale Francesco? Il messaggio nascosto della Basilica superiore di Assisi

5° appuntamento con la STORIA del Circolo Ghislandi

Giovedì 9 giugno alle ore 20.30 Pieve di San Siro a Cemmo di Capo di Ponte (mappa)

Quale Francesco? Il messaggio nascosto della Basilica superiore di Assisi

con l’intervento dell’autrice Chiara Frugoni introduce Virtus Zallot

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Nella cornice splendida e suggestiva degli interni della Pieve di San Siro a Cemmo di Capo di Ponte la presentazione del libro di Chiara Frugoni. Verranno proiettate le immagini degli affreschi di Assisi, oggetto della ricerca e di  studio dell’autrice

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Indicazioni per arrivare:

  1. parcheggiare al cimitero di Capo di Ponte e salire a piedi lungo la stradina pedonale che passa accanto all’archeodromo;
  2. parcheggiare in paese in prossimità  piazza Roma e salire a piedi lungo la strada che passa davanti alla scuola elementare e arriva al ristorante la Pieve.

 

Quale Francesco? Il messaggio nascosto della Basilica superiore di Assisi

Giovedì 9 giugno ore 20.30

Pieve di San Siro – Cemmo di Capo di Ponte (mappa)

5° incontro del ciclo “Appuntamenti con la storia locale – nazionale” promosso dal Circolo culturale Guglielmo Ghislandi. E’ un’iniziativa promossa dal Circolo culturale Guglielmo Ghislandi con il patrocinio del C.C.S.S. e in collaborazione con gli ENTI ospitanti nei mesi di maggio e giugno a partire da giovedì 5 maggio. Gli incontri sono organizzati a Edolo, Capo di Ponte, Breno, Cividate Camuno, Piancogno e Boario Terme.

Quale Francesco? Il messaggio nascosto della Basilica superiore di Assisi– con l’intervento dell’autrice Chiara Frugoni introduce Virtus Zallot

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Il libro analizza tutti gli affreschi della Basilica superiore dimostrando che il programma fu concepito in maniera unitaria: gli episodi dell’Apocalisse e storie degli apostoli, dipinti da Cimabue nell’abside, dialogano con quelli, di circa una decina d’anni dopo, della controfacciata, di cui è proposta una spiegazione inedita. Importante è un dettaglio: nella Predica agli uccelli le colombe scese ad ascoltare Francesco risalgono in cielo e si trasformano nelle nuvole dell’Ascensione di Cristo. L’Ordine francescano è, secondo fonti pseudo-gioachimite, un Ordine «colombino» e proprio la voce di Gioacchino da Fiore, soprattutto mediante le opere che gli furono attribuite, diventa, attraverso il prudente filtro di Bonaventura, il cardine dell’identità francescana. Il santo, come voleva lo pseudo-Gioacchino, è cosí identificato, per l’inaudito miracolo delle stimmate, con l’apocalittico Angelo del sesto sigillo, dipinto da Cimabue nell’abside. Ed ecco un’altra novità: il ciclo francescano ha come fonte, oltre la Legenda maior di Bonaventura, un’altra sua opera, le Collationes in Hexaëmeron. Francesco, nelle Collationes, è il prototipo di un Ordine perfetto, puramente contemplativo, che si realizzerà però quando la Chiesa sarà divenuta anch’essa del tutto contemplativa. Veniva cosí sanato il contrasto fra gli ideali di strettissima povertà voluti dal santo e quelli, molto diversi, dei frati del tempo delle storie francescane (1288-92 circa), che potevano lecitamente vivere in bei conventi, studiare e insegnare, perché si preparavano all’attuazione del piano divino. Negli affreschi Francesco, a piedi nudi e con la barba, in preghiera e in contemplazione, è accanto ai confratelli dediti invece alla vita attiva, con i sandali, accuratamente rasati, perché ormai tutti chierici. Nell’abside però già si mescolano agli eletti ai piedi del trono di Cristo e Maria. Oltre alla novità della chiave interpretativa molti sono i particolari rintracciati e spiegati, per esempio l’aquila dipinta da Cimabue, quella che svetta sul fastoso San Damiano, la passerella della porta urbana che sta per cadere e i diavoli in caricatura nella scena dell’Estasi. Viene anche spiegato il soggetto del monocromo della colonna coclide che chiude l’ultimo episodio delle storie di Francesco, con l’esotico corteo di cammelli e di pagani che si lega agli adiacenti episodi dell’Apocalisse di Cimabue. Al lettore, il piacere di continuare la scoperta delle novità.

 

I sentieri della Libertà

Lunedì 25 Aprile 2016

In occasione dell’anniversario della liberazione è stata organizzata una passeggiata lungo i sentieri della resistenza della Concarena. Da Malegno si parte alle ore 8.30 dalla piazza Casari, per poi unirsi con i partecipanti di Cerveno e Lozio presso il ristoro dei Monti di Cerveno.

Locandina pdf

discorso 25 aprile 2016 ai Monti di Cerveno _Pier Luigi Milani

Gemellaggio tra valli e pianura nel nome della cultura

Visita guidata a Chiari e Padernello sabato 9 aprile 2016

articolo Giornale di Brescia del 08.04.2016 – pag 22

articolo gemellaggio tra valli e pianura nel nome della cultura_web

 

La guerra bianca di Carlo Emilio Gadda

La Guerra bianca di Carlo Emilio GADDA _copertina

Iniziativa promossa dal Circolo culturale “G. Ghislandi” e dal Distretto di Valle Camonica”

Disponibile presso il Circolo Ghislandi il libro “La guerra bianca di Carlo Emilio Gadda. La permanenza in Valle Camonica nelle note del giornale di guerra e di prigionia 1915-1916” di Giancarlo Maculotti e Pierangelo Ferrari edizione Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori (marzo 2016). Prezzo: € 20.00   (per i soci € 15.00)

Per l’acquisto scrivere all’indirizzo mail : circologhislandi@gmail.com

pp. 248 – illustrato – copertina con alette lunghe plastificata opaca

Introduzione di Simona Ferrarini e Pier Luigi Milani

Carlo Emilio Gadda scoprì la Valle Camonica in un momento tragico per sé e per l’umanità: il momento della disillusione e del dolore più acuto, quello della Grande Guerra. Si immerse, lui volontario di supporto, tra le migliaia di giovani mandati a combattere sul fronte dell’Adamello, per nulla armati, male vestiti, a custodire improbabili confini tra popoli ed eserciti: una vicenda umana e storica che segnerà profondamente Gadda.
La Valle Camonica da qualche anno ha riscoperto il legame con Gadda, grazie all’intenso lavoro di ricerca e di rilettura critica di Giancarlo Maculotti, che si era già concretizzato in un itinerario culturale e turistico, e che oggi si compie con questa pubblicazione firmata con Pierangelo Ferrari, che colloca la prima biografia, i ricordi e le opere dello scrittore milanese dentro la geografia del nostro territorio.
Un dialogo, quello tra la Valle Camonica e Gadda, che permette di rintracciare le origini della scrittura e del suo stile personalissimo, e di elaborare nel contempo una nuova mappa del territorio, a partire dai ricordi, dagli appunti, dalle lettere, dalle frequentazioni di questo giovane arguto e solitario.
La Valle Camonica è la Valle dei Segni non solo perché custodisce la memoria di diecimila anni di civiltà, ma anche perché sa scoprire e raccontare il valore unico delle tante vicende umane che l’hanno attraversata.

Valley to Valley

The Camuno-Brescian Immigration and the Monongahela Area Italian-American Community

valle to valley

Nel mese di agosto 2014, in occasione del gemellaggio tra le comunità di Ono San Pietro (Valle Camonica) e Monongahela (Pennsylvania Occidentale), è stato presentato in anteprima il saggio dell’Architetto americano Terry Artur Necciai, studioso delle dinamiche e delle caratteristiche dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti.

Il saggio, prevalentemente in inglese, riporta una gran quantità di documenti e immagini inediti/e e una ricostruzione delle catene migratorie facenti capo al malegnese Vittorio Pezzoni, vero pezzo da novanta nell’organizzazione del reclutamento della manodopera norditaliana confluente nella regione carbonifera prossima a Pittsburgh (un intero capitolo, “When Victor Pezzoni was King” è dedicato alla sua figura e al suo ruolo).

Sotto il titolo “From the Valle Camonica to the Monongahela Valley (with notes on some of the Brescian towns)” è il capitolo in cui l’autore descrive i caratteri geo-storici delle partenze e degli arrivi.

In “Patahì, Patahé! I Camuni of Brescia in Monongahela City” sono trattate le peculiarità della comunità camuna stanziatasi nella valle del Monongahela River e la sua identità fonetica (cfr. “The Camuno Dialect of the East Lombard Language” e i raffronti tra due testi lirici: “I Was Born in the Valcamonica” del gruppo musicale I Luf e “On the Paths of Paradise” del poeta bergamasco Gianni Bolis, musicata e cantata dal folk singer Luciano Ravasio).

Studi particolari sono riservati alla geografia delle miniere di carbone e delle cittadine minerarie dell’area di Monongahela City, alle presenze associative laiche (“Monongahela’s italian Lodges”) e religiose (“Religious Affiliations”).

La parte finale del testo, di complessive 104 pagine fitte fitte, è dedicata ai cognomi di origine italiana, alla ricostruzione dei principali alberi genealogici delle famiglie bresciane e bergamasche presenti ancora a Monongahela City e alle iscrizioni tombali.

Il lavoro di Terry A. Necciai è dichiaratamente “in progress”, per cui i lettori che volessero segnalare integrazioni e/o correzioni potrebbero farlo contattando direttamente il sottoscritto all’indirizzo di posta elettronica milanipl@tin.it.

Pier Luigi Milani