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Nuove dall’America

Resoconto del Presidente del Circolo Ghislandi  sul suo recente viaggio negli Stati Uniti.

[viaggio in America_118_Foto della city di Pittsburgh da uno dei ponti che attraversano il Monongahela river   viaggio in America_119_Uno dei cento ponti d’acciaio di Pittsburgh con stadio di Baseball sullo sfondo   viaggio in America_139_Scorcio della city di Pittsburgh   viaggio in America_144_Orchestrina di benjo di italo-americani   viaggio in America_191_Interno dell’aula etnica italiana all’Università di Pittsburgh viaggio in America_214_Interno dell’Università di Pittsburgh   viaggio in America_221_Scheletri di dinoscuri al Museo Carnegie   viaggio in America_ 231_Scheletro di mammut al Museo Carnegie   viaggio in America_247_Museo indiano Carnegie a Pittsburgh   viaggio in America_248_Museo indiano Carnegie a Pittsburgh 

Sono tornato per alcuni giorni tra i discendenti dei nostri emigranti nel Nord America, precisamente in Pennsylvania: Philadelphia, Monongahela e Pittsburgh. In compagnia di mia figlia Arianna, a cui ho fatto perdere sei giorni di Liceo, ma a cui credo di aver fatto guadagnare un’esperienza culturale incommensurabile per ogni giovane di quasi diciotto anni. Lo stabilimento di contatti e la creazione di siti e blog Italia-America (o addirittura regione per regione-America) sta diventando una moda, ma nulla a che vedere con i contatti veri e personali.L’America visitata è stata quella delle “elezioni di medio termine”, dai pronostici (e dagli esiti) sfavorevoli ad Obama e ai democratici, anche se meno disastrosi del temuto.Un’America in crisi d’identità soprattutto riguardo al lavoro, eppure ancora opulenta e vitale agli occhi del visitatore.Un’america sempre meno “industriale” e sempre più “terziaria”, con le Malls e i negozi pieni zeppi di “made in China”, ecc., ma anche con un forte “mainstreet” che mette in campo agricoltura biologica, mercatini a “Km/zero”, negozietti artigianali e botteghe di artisti nel bel mezzo della città, per colmare i vuoti causati dai grandi centri commerciali stracolmi di merci che, come da noi, resteranno in gran parte invendute.Philadelphia (che, a dispetto di ciò che molti credono, non è la capitale della Pennsylvania, che invece è un’oscura cittadina di nome Harrysburg, a metà strada tra la regione degli “amish” e Pittsburgh) è una città “europea”. Edifici bassi, stile liberty, contendono lo spazio ai grattacieli della City e al Municipio in vetta al quale vigila la statua del “quacchero” William Penn.Il lascito morale di tolleranza e fraternità di Penn è palpabile nella vita cittadina e nello stile dei quartieri.L’Architetto Terry Necciai che ci ha guidati nelle visite e negli incontri, ha scelto l’astensionismo in questa tornata elettorale perchè -sosteneva- “queste elezioni non faranno bene alla democrazia del mio Paese”. Da buon “conservative” (una sorta di “Italia Nostra” in salsa repubblicana) non riusciva a riconoscersi nel Tea Party, ma neanche nei “liberal” di Obama, troppo alieni dalla corrente “mainstream” della provincia statunitense. Per lui non è poi un male se la deindustrializzazione incede. Quando il suo bisnonno, l’anarchico Agostino da Montecatini, emigrò negli States, lasciò un ambiente salubre per andare a ficcarsi nelle miniere di carbone di Monongahela che, a quel tempo, insieme alle ferriere di Pittsburgh erano due dei luoghi più invivibili del Nord-America mentre ora sono tornati ad essere piuttosto accattivanti.In fondo – sostiene Terry – se lui, nipote di un carbonaio, è divenuto architetto e ha dovuto lasciare Pittsburgh per Philadelphia, la deindustrializzazione non è poi tutto quel male che si può credere. Il mondo gira e anche l’idea del lavoro cambia. Di diverso avviso suo fratello Kevin che vive ancora a Monongahela, blue collar, sindacalista e democratico convinto. Una lunga notte a parlare degli exit polls elettorali e del come va il Mondo. A differenza dell’Italia, dove Berlusconi controlla 3 + 3 reti televisive, eccetera, qui i Repubblicani possono contare su una sola rete, la Fox, mentre tutti gli altri media sono orientati verso i Democratici.E allora perchè i primi ritornano in auge a soli due anni dell’insediamento di Obama? Forse c’è qualcosa di più che non il semplice strapotere televisivo a condizionare l’opinione pubblica e gli elettori. Forse bisogna scavare più a fondo e rintracciare motivazioni esistenziali più pregnanti. Un ragionamento che potrebbe tornarci utile quando Silvio e le sue TV non ci saranno più a condizionare l’esito elettorale in favore proprio, ma i problemi permarranno. Forse le difficoltà di Obama – su questo abbiamo concordato – non sono state differenti da quelle di Prodi: se parti per cambiare le cose, non fermarti a metà strada. Fai ciò che hai detto, altrimenti i tuoi sostenitori ti volteranno le spalle e ti ritroverai in mezzo ad un mare di guai. L’America vede con preoccupazione il suo futuro in mano alla Cina, ma con minori angosce rispetto all’Europa. Riconoscerlo fa male, non meno che aprire gli occhi sulle nefandezze di Bush e delle sue guerre. Gli USA rimangono un Paese pieno  di giovani, con scuole di punta, ricerca all’avanguardia, rifugio sicuro e premiante per chi ha voglia di studiare e di fare. Nella vecchia Monongahela ho avuto modo di assistere al voto elettronico (sono stato ammesso a filmare) e ho incontrato i vecchi amici: Necciai, Pesognelli, Guarinoni, Previtali, ecc. Un rimbalzo prima di completare il viaggio a Pittsburgh, di cui ho in effetti potuto cogliere un nuovo volto, quello di una città riconvertita dall’industria al terziario avanzato e all’offerta culturale, col suo Culture District pieno di musei (Andy Warhol, originario di qui, Carnegie Museum con scheletri veri e giganteschi dinosauri che il vecchio e tirannico re dell’acciaio volle concentrare qui dalle varie compagne di scavo da lui lautamente finanziate, otto diversi Campus Universitari, con quello della Pittsburgh University a far la parte del leone, teatri e sale d’opera, ecc. ecc.). Pittsburgh conserva però ancora una forte presenza italiana con botteghe e locali di ogni tipo, in cui puoi ancora parlare in italiano, come al “Primanti fast food” o al “Parma salami” dello Strip District, nel quale si può anche visitare l’Heinz Museum con la storia industriale e proletaria dell’area di Pittsburgh (una specie di MUSIL). La visita a Pittsburgh si è conclusa in periferia, nel suburb di Robin Hood, a casa di Robert e Linda Vaira, con un buffet freddo e caldo all’italiana con tutta la famiglia Vaira appositamente riunita per noi, con l’aggiunta di una simpatico novantaduenne di origini brenesi, tale Goliardo Taboni, che ancora parla perfettamente l’italiano. Tutti molto curiosi di riscoprire le proprie origini camune, di cui nulla sapevano finchè, due anni or sono, non ebbi la fortuna di essere contattato via Internet da una californiana di origine camuna, Judith Donina, che guidava un gruppo di amici in visita all’Italia e in sosta per alcuni giorni a Desenzano. In quell’occasione ebbi modo di accompagnare Robert e Linda a Ono S.Pietro dove ero riuscito a radunare i loro parenti grazie all’aiuto di un’altra Vaira, Gloria (già sindaco del paese). Un incontro commovente, con scambi di fotografie e notizie, visita al paese, incontro con l’attuale Sindaco Elena Broggi, pure lei con parenti a Monongahela. Penso che ne sia nato qualcosa di più di una semplice visita (mia e di Arianna). Ulteriori sviluppi ci attendono. Ma questa è una scommessa per il futuro.

Pier Luigi Milani

viaggio in America_69_ Philadelphia a pranzo con Rebecca e Terry  viaggio in America_71_Pier Luigi e Arianna sulla tomba di Louis Milani nel Monongahela Cemetery  viaggio in America_75_Monongahela a pranzo con Wanda Previtali-Zanardelli, il marito Albert Magone, Dominik Pesognelli Joseline  Kevin Necciai, Arianna, Michelle, Terry Necciai e Jane Necciai  viaggio in America_79_Mononghahela a cena con Dominik Pesognelli e Clyde Tempest  viaggio in America_81_Pier Luigi, Shari, Linda, Arianna e Bob a Monongahela  viaggio in America_157_A pranzo con Mr. Melani nel palazzo della Higmark Co..  viaggio in America_183_Linda e Bob Vaira all’Università di Pittsburgh  viaggio in America_194_Arianna e Linda all’Università di Pittsburgh  viaggio in America_227_Scheletro di Tirannosaurus Rex al Museo Carnegie   viaggio in America_257_riunione dei Vaira. In primo piano a sinistra Jack Vaira  viaggio in America_261_alcune componenti della famiglia Vaira  viaggio in America_262_Goliardo Taboni, 92 anni,di origine brenese. Risiede a Pittsburgh

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