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Giovanni da Volpino e la cultura pittorica nelle valli dell’Oglio e dell’Adige in un volume d’arte.

Johannes de Volpino_Giancarlo Maculotti  Locandina presentazione Johannes de Volpino_Ponte di Legno

Domenica 12 Agosto alle ore 20,30 presso l’Auditorium comunale di Ponte di Legno (Bs) si terrà l’incontro “L’arte medioevale verso e oltre il Tonale. La scoperta degli affreschi di Pezzo e del suo autore”.

Introduzione di Giancarlo Maculotti; intervengono Roberta Bonomelli e Alberto Zaina studiosi di Storia dell’Arte.

Si tratta di un anteprima per il pubblico di Ponte di Legno del volume Johannes de Volpino, un caso nel Trecento pittorico nel solco dell’Oglio e dell’Adige, dove sono raccolti i contributi di studiosi di Storia dell’Arte bresciani, bergamaschi, trentini e veronesi convenuti in un convegno di studio a Pezzo di Pontedilegno nel 2010 per approfondire la conoscenza del pittore che nel 1362 dipinse ad affresco tutta le chiesa di Sant’Apollonio in quella località. I contributi  scientifici hanno fatto emergere un maestro “di periferia” vissuto nella seconda metà del Trecento che, partito dalla regione sebino-camuna (Tavernola Bergamasca, Costa Volpino, Sellero, Pezzo) approda nel Trentino (in particolare nella Val di Non) riempiendo di affreschi le chiesette delle valli dell’Oglio e dell’Adige, giungendo fino al pedemonte veronese, a Sommacampagna (Vr) e ancora nel Bresciano (a Sirmione e Montichiari). Un “caso pittorico” è stato definito perché, pur non essendo un pittore di alta qualità, nel secolo di Giotto sa comunque farsi riconoscere in un’area larghissima, così che Fausta Piccoli, dell’Università di Verona, lo ha indicato come “una delle personalità meglio rappresentate sulle pareti medioevali e tra le più affascinanti della pittura di matrice ‘provinciale’ dell’Italia settentrionale di secondo Trecento”. “Un caso pittorico” anche perché il suo nome è stato ricavato da un antico documento camuno che, se non prova certamente che il nome del pittore fosse proprio “Johannes de Volpino” lo rende assai probabile. Circa il suo nome e  la sua diffusione il libro offre un elemento di approfondimento della cultura pittorica di un’ampia area settentrionale, dove il pittore diffonde precisi e  ripetuti modelli iconografici, come l’Ultima Cena, Il Pantocrator con i simboli degli evangelisti e teorie di apostoli (come a Pezzo),  San Cristoforo, Madonne con Santi, dal contenuto devozionale a propiziatorio-apotropaico, così che è stato anche definito un “missionario” dell’arte sacra, che trova riscontro nella fede popolare.

Il volume, riccamente illustrato, offre anche la proposta di un quadro nuovo circa  esordi della storia artistica della Valle, cosi’ che, accanto alla via percorsa dal Da Cemmo, dal Romanino, da Calisto Piazza da Lodi, da Beniamo Simoni, fino alla grandi espressione della scultura lignea del Sei-Settecento, si può individuare un percorso artistico culturale che con il volume offre un contributo significativo alla conoscenza del patrimonio artistico del Bacino dell’Oglio.

Jhoannes de Volpino, un caso nel Trecento pittorico nel solco dell’Oglio e dell’Adige a cura di Giancarlo Maculotti e Alberto Zaina, contributi di Roberta Bonomelli, Gabriele Foresti, Alessandra Mazzucchelli, Fausta Piccoli, Alberto Zaina, Virtus Zallot, Nicola Zanotti, schede di Mario Berruti, Roberta Bonomelli, Lucia Morandini, Nicola Zanotti. Värum editore. 104 pp. Ill.

Locandina presentazione Johannes de Volpino_Ponte di Legno 12 agosto 2012

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