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Affare Amianto

di Legambiente  Alto Sebino

legambiente alto sebino

Ecco che in Valcamonica, a Gianico, si realizzerà un impianto sperimentale per la vetrificazione di 78mila tonnellate l’anno di asbesto (Ferriere Scabi spa). Ecco chi guadagna con lo smaltimento della fibra killer. Amianto un business da 70 milioni. Fioccano domande oltre ai due siti approvati. Il Bresciano si candida a diventare la pattumiera dell’amianto dell’intera regione. Un business da 70 milioni di euro. A tanto ammonta il futuro ricavo delle due discariche già approvate dal Pirellone (Ecoeternit di Montichiari e la Faustini in via Brocchi, in città) che smaltiranno complessivamente 560 mila metri cubi di «lastre killer», 80mila metri cubi in più dell’amianto presente sui tetti di Brescia e provincia: pari per volumetria a otto Crystal Palace messi uno sopra l’altro. Eppure sulle scrivanie del Pirellone prosegue la pioggia di richieste di impianti. E tutti imboccano l’iter dell’autorizzazione. Un far west amministrativo che non scarta nulla a priori; basterebbe la discarica Ecoeternit a smaltire tutte le lastre pericolose ancora presenti sui 3.800 tetti bresciani. Così la nostra provincia rischia di accogliere asbesto da mezza Italia. Un far west amministrativo che non salva nemmeno quei territori già martirizzati da cave e discariche.  Ecco allora che la Padana Green (gruppo Faustini) avanza a Montichiari (paese con il record di 11milioni di metri cubi di scorie sottoterra) la richiesta di un’altra discarica per un milione di mc.  Ecco che in Valcamonica, a Gianico, si realizzerà un impianto sperimentale per la vetrificazione di 78mila tonnellate l’anno di asbesto (Ferriere Scabi spa).
Restano dormienti le richieste per una discarica a Travagliato da 435mila mc (Cerca scrl del gruppo Bettoni) e dell’impianto di inertizzazione Aspireco srl a Montichiari (240mila tonnellate l’anno).

Riassumendo la sfilza di numeri: nel Bresciano si chiede di smaltire un quantitativo d’amianto superiore a quello presente nell’intera Lombardia (2,7milioni di metri cubi). Il costo di smaltimento in discarica di una tonnellata si aggira sui 120 euro: ci si può dilettare nel calcolo dei potenziali ricavi. Pare che nel vorticoso business dell’amianto nessuno abbia tenuto conto che in Lombardia hanno già intascato il via libera le due discariche del Cremonese (Cappella Cantone e i suoi 261mila mc, Cingia de’ Botti con altri 396mila mc) e quella di Treviglio (Bg) da 480mila mc. Torniamo a parlare dell’amianto bresciano. Ad oggi è stato bonificato il 35 per cento dei tetti. Ma in tempi di crisi e senza incentivi regionali le bonifiche hanno subìto un enorme rallentamento, anche se i costi non sono impossibili (8 euro a metro quadro, che sale a 10 per superfici inferiori ai 100 metri quadri). Di certo sarà impossibile rispettare le coordinate del piano regionale: che prevede lo smaltimento completo entro il 2016. Di per sé una discarica d’amianto è molto meno pericolosa di altre tipologie di rifiuti. O peggio: degli aerosol di diossina di troppa industria. Ricordiamoci sempre che l’amianto è molto più dannoso sui tetti che in discarica – spiega l’ingegner Stefano Nicolò, direttore tecnico di Ecoeternit – visto che viene prima inertizzato e poi impacchettato ermeticamente in spessa plastica».

Il problema vero è un altro. L’aver lasciato nelle mani dei privati l’intero business dello smaltimento. Senza un controllo istituzionale del settore, che imponga tariffe e benefit (ad oggi ai comuni restano pochi centesimi al metro cubo). In questo panorama si contestualizza meglio il tentativo di «cartello» di Pierluca Locatelli (amministratore della discarica di Cappella Cantone, oggi in carcere) e Mauro Papa (amministratore della Ecoeternit di Montichiari), con la benedizione di Franco Nicoli Cristiani, che spingeva (il 14 ottobre al tavolo del ristorante il Lorenzaccio) per coinvolgere anche «un tal Faustini». Accordarsi sullo stesso prezzo significa non farsi la guerra. Ogni euro in più alla tonnellata chiesto alle aziende di smaltimento, avrebbe fruttato 750mila euro. Ciao a tutti e buon inizio d’anno.
Sarneghera

http://www.legambientealtosebino.org/dblog/articolo.asp?articolo=378

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